...e quando il nostro alito sarà tutt'uno con l'aria che ci circonda, non conterà più nulla aver paura di non potercela fare perchè in quel preciso istante di consapevolezza sapremo di essere vivi.

Coach Simon

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato. Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero.

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mercoledì 17 giugno 2009

IL TRAINING MENTALE PER IL PODISTA

La mente come elemento interconnesso con il corpo è ormai ammesso da tutti i professionisti
del settore corsa e non solo. Inoltre, la mente come elemento più potente del corpo non è
ancora preso in considerazione da tutti, o per lo meno non viene accettato nella sua interezza.
Ma noi podisti delle lunghe distanze sappiamo benissimo quanto sia importante avere una
mente forte, lucida, e piena di risorse per poter sopperire alle difficoltà che si possano
presentare durante la gara. In una Maratona o Ultra maratona quando i chilometri iniziano a
sommarsi e a diventare tanti diventa fondamentale la mente per andare avanti nella nostra
impresa sportiva. Non a caso mentre sul campo atletico metodologico si siano un po’ fermate
le ricerche e interesse degli addetti al lavoro, dal punto di vista mentale le ricerche e l’interesse
crescono giorno dopo giorno. Non a caso gli allenatori dei professionisti di ogni settore dello
sport associano all’allenamento atletiche delle sedute di Training Mentale in senso ampio.
Infatti, il Training Mentale è applicato nel settore calcio, triathlon, apnea, podismo, ecc. I campi
di applicazione sono infiniti, non solo in ambito sportivo, ma anche per affrontare situazioni
stressanti della vita quotidiana.
Il termine Training Mentale, si può definire come “una metodologia di allenamento che
prende in riferimento i processi della nostra mente e cerca mediante delle ripetizioni regolari di
modificare le nostre percezione degli eventi, e ci permette di affrontare al meglio ogni
situazione, ottimizzando la nostra performance sportiva attraverso una vera e propria
preparazione mentale”.
Nel libro di NPL ITALY “Allenamento mentale per gli sportivi” di TED GARRATT , c’è una frase
emblematica che la dice tutto sul potere delle nostra mente, secondo Mark Mc Guide, St, Luis
Cardinal, “posso fare tutto quello che voglio con il potere della mia mente”.
E’ ovvio che detto in questi termini potrebbe sembrare che non ci sono ostacoli nella nostra
vita, e nel nostro caso, nel mondo della corsa e dello sport in genere. Ma l’obiettivo di tutte le
metodologie e Training Mentali servono, non a eliminare i problemi o difficoltà, ma nel saperli
affrontare e fronteggiarli al meglio mediante delle tecniche mentali che si possono apprendere
mediante un vero e proprio allenamento.
La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) creata da Richard Bandler (matematico e studente
di psicologia) e John Grinder (linguista) ci permette di entrare nelle nostre menti, analizzare i
processi di pensiero e modificarli come e quando vogliamo.
Per migliorare la propria performance è necessario essere consapevoli di alcuni punti
fondamentali:
· Impegnarsi a mettere in pratica gli esercizi e le tecniche per un periodo determinato;
· Esercitarsi regolarmente, se possibile giornalmente;
· Esercitarsi sia mentalmente, sia fisicamente;
· Esercitarsi su un aspetto specifico della Corsa;
· Scegliere un aspetto per volta su cui esercitarsi;
· Sospendete il giudizio, evitando di utilizzare il giudizio intellettuale, provate, misurate i
risultati, e continuate nelle esercitazioni;
· Evitate frasi come “Non sono abbastanza bravo”, “E’ troppo difficile per me”…
· Evitate di sottoporvi a pressioni eccessive, le tecniche ed esercizi devono essere un
divertimento, e un piacere;
· Esercitatevi con un compagno;
· Applicate tecniche che possono sembrarvi efficaci;
· Scegliete un’abilità, capacità su cui lavorare che considerate importante.
Secondo questa teoria è importante prima di affrontare un evento attuare delle strategie :
· Prepararsi mentalmente a un evento In uno sport individuale, com’è il podismo (la
corsa) è di vitale importanza essere concentrati, pronti a dare il meglio fin dall’inizio,
sapendo cosa si sta cercando di ottenere. Sally Gunnel definisce questo processo
“emettere vibrazioni positive e sopprimere quelle negative”. L’atleta nella fase del
riscaldamento mentale fa anche uso di affermazioni positive. E’ un processo molto
apprezzato, viene effettuato su una base regolare, schematica, per creare il giusto
atteggiamento mentale e concentrarsi su ciò che conta.
· Caricarsi psicologicamente Le attività di caricamento psicologico sono utilizzate per
incrementare il livello di attivazione e dinamismo in un momento specifico. Senza il
caricamento psicologico, potrebbe verificarsi uno “scaricamento”, per effetto del quale
la concentrazione, il livello di attivazione, adrenalina calano. Se utilizziamo in maniera
appropriata, il caricamento psicologico assume un’importanza vitale nell’approccio
mentale dello sportivo. Occorre prestare attenzione e prudenza.
· Sviluppare obiettivi positivi Porsi degli obiettivi e mirare ad essi è ormai necessario
considerarli come aspetti cruciali nel miglioramento della performance sportiva.
Dichiarate il vostro obiettivo in termini positivi. Il risultato deve essere sotto il vostro
controllo. Il risultato deve essere specifico . Siate molto specifici Il risultato deve essere
ecologico. Ciò significa che deve trattarsi di un risultato onorevole ed onesto.
· Creare strategie di preparazione efficaci Al giorno d’oggi sembra quasi superfluo
sottolineare il fatto che gli sportivi dovrebbero impiegare le stesse energie, fisiche e
mentali, sia nella preparazione che nell’evento agonistico vero e proprio. Terry Orlick
mostra l’equilibrio dei fattori chiave in un modo interessante:
performance = preparazione fisica + abilità tecnica + preparazione psicologica
· Pre- eseguire mentalmente Sally Gunnel afferma di eseguire mentalmente la corsa,
prestando particolare attenzione a trovarsi nella giusta posizione, il capo il linea con le
spalle, le spalle , il volto, le braccia rilassate, i piedi che poggiano piacevolmente sul
terreno. Ciò che affascina è il fatto di poter affrontare sia i pensieri esistenti, sia il fatto
di vedere mentalmente come possa concludersi la corsa , la gara. Se non abbiamo
un’immagine vincente della nostra corsa, dovremmo tornare indietro con la
mente/pensieri e rivivere il tutto.
· Sviluppare la sicurezza in se stessi La sicurezza in se stessi è una questione importante
sia per i dilettanti, sia per i professionisti. I professionisti sono più propensi ad avere e
dimostrare una maggiore sicurezza riguardo alle loro capacità e abilità.
· Costruire e migliorare si può costruire un comportamento e si possono migliorare le
nostre performance, ma è importante mettere in atto e sviluppare alcuni fattori:
Creare un approccio di successo, Sviluppare strategie di successo;Riconoscere i
segnali di successo;Sfruttare una maggiore auto-consapevolezza;Elaborare informazioni
rilevanti;Prestare attenzione a ciò che funziona;Usare la visualizzazione e
immaginazione;Sviluppare un chiaro FOCUS;Usare l’intero cervello;Usare rituali e
abitudini;Creare e utilizzare la consapevolezza corporea;Sfruttare
l’aggressività;Utilizzare la folla (pubblico);Conseguire livelli di motivazione
costanti;Gestire lo stress e l’esaurimento psicofisico;Usare tecniche di rilassamento
Tutte queste strategie evidenziate poc'anzi per avere una loro efficacia è importante che
vengano utilizzate e sviluppate in allenamento, eventualmente prima di allenamenti intensi,
come può essere una CORSA LUNGA SPECIFICA per la Maratona, e possono essere rinforzare
nelle situazioni di gare preparatorie all’evento principale.

Scritto da:
Prof. Antonacci Ignazio

Ho sempre ritenuto opportuno tenere in seria considerazione questo aspetto fondamentale legato al cervello che influenza il corpo, ecco il perché di questo per me interessante sunto.

Simone

martedì 17 marzo 2009

Ipertermia

L’ipertermia è una terapia fisica per la cura di numerose patologie a carico dell’apparato muscoloscheletrico. Il campo di applicazione spazia dalla traumatologia sportiva alle degenerazioni da invecchiamento. L’ipertermia produce calore concentrato sia in superficie che in profondità provocando una vasodilatazione distrettuale.
Le indicazioni principali della ipertermia applicata all’apparato muscolo-scheletrico riguardano:
1. rigidità e manifestazioni dolorose legate all’artrosi
2. artropatie degenerative
3. mialgie e fibromialgie
4. rachialgie, lombalgie, lombosciatalgie acute
5. patologie muscolari acute e croniche
6. patologie tendinee acute e croniche.
L'ipertermia è una terapia fisica innovativa che consiste nell'imporre ad una determinata parte del corpo un ciclo termico accurato e specifico per quella parte del corpo e per il tipo di patologia.
L'accoppiamento fra l'antenna e il corpo viene realizzato per mezzo di una sacca flessibile riempita di acqua termostatata deionizzata allo scopo di ottenere un buon trasferimento dell'energia e un buon controllo termico della cute.
Infatti il raffreddamento della superficie evita il surriscaldamento degli strati superficiali e permette di ottenere il massimo della temperatura ad una profondità che, sia pure entro certi limiti, può essere regolata aggiustando i parametri del trattamento.
La stima e il controllo della temperatura in profondità vengono effettuati in maniera non invasiva per mezzo di sensore termico superficiale e di modelli elettromagnetici e termici del corpo umano messi a punto nella decennale sperimentazione oncologica.
Queste caratteristiche permettono tra l'altro di trattare zone desensibilizzate, cosa improponibile con gli apparecchi tradizionali.

Effetti biologici:

* aumento del flusso circolatorio da dilatazione vasale;
* aumento del metabolismo cellulare;
* azione antalgica per innalzamento della soglia del dolore dovuto all'azione del calore;
* azione antiflogistica con riduzione di infiltrati infiammatori, dell'edema e degli essudati;
* riduzione della rigidità articolare e dei tessuti fibrosi in genere per alterazioni della stiffness tissutale;
* riduzione dello spasmo muscolare.


Indicazioni:
L'ipertermia è indicata in tutte le patologie dell'apparato locomotore, nella cura delle patologie dolorose e disfunzionali di natura degenerativa, da sovraccarico e post-traumatica in fase post-acuta e/o di cronicizzazione a carico di strutture anche profonde e ben localizzate.

* traumatologia sportiva (contratture, stiramenti, ematomi, distorsioni, ecc..);
* sindromi da sovraccarico negli atleti (tendiniti, tendinosi, ecc...);
* periartrite scapolo-omerale;
* sindromi da compressione (tunnel carpale ecc..);
* branchialgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, cervicobrachialgie, ecc…;
* artrosi primaria e secondaria in tutte le possibili localizzazioni;
* fibromialgie e mialgie.


Controindicazioni per il trattamento

Assolute

* pazienti con tumori in particolare se in presenza di metastasi
* pazienti gravi cardiopatici
* pazienti con tubercolosi ossea
* pazienti portatori di stimolatori cardiaci o di elettrodi impiantati
* pazienti con infezioni acute
* pazienti in gravidanza
* pazienti con infezioni dermatologiche acute


Relative

* pazienti obesi
* pazienti con tessuti ischemici (diabetici)
* pazienti con sensibilità al dolore significativamente diminuita
* pazienti con protesi o altre impiantazioni metalliche nel caso in cui l'applicazione debba avvenire nelle immediate vicinanze degli impianti
* paziente con cartilagine di accrescimento
* pazienti affetti da trombosi

Imporre un ciclo termico accurato significa eseguire una termo terapia avendo il controllo non solo della temperatura della sorgente o della potenza erogata dal generatore e del numero, frequenza e durata della seduta, ma anche e soprattutto della distribuzione della temperatura in tutto il sito interessato e per tutta la durata della seduta.
L'apparecchiatura usata per l'ipertermia è il risultato di anni di studio e di affinamento sperimentale le cui radici hanno origine in campo oncologico, dove la terapia impone requisiti ancora più impegnativi.
Tale apparecchio prevede l'uso di :

* una sorgente di calore endogeno, data da onde elettromagnetiche alla frequenza di 434 MHz
* una sorgente di termoregolazione esogena costituita da una sacca di liquido circolante termostatato
* un applicatore capace di trasferire entrambi i tipi di energia
* un modulo termometrico per il controllo indipendente delle due sorgenti
* un sistema di controllo per la gestione dei parametri della seduta in base alle rilevazioni termometriche ed ai modelli elettromagnetici e termici del corpo umano messi a punto nella decennale sperimentazione oncologica.

Il riscaldamento desiderato è ottenuto con l'applicazione di energia elettromagnetica che viene irradiata in direzione ortogonale alla superficie del corpo, con il campo elettrico prevalentemente parallelo agli strati dei tessuti.
Mentre penetra nei tessuti l'energia si trasforma in calore e quindi si "diluisce" sempre più all'aumentare della profondità.
Per evitare che vengano maggiormente riscaldati gli strati superficiali rispetto a quelli più profondi è stata utilizzata una frequenza di lavoro di 434 MHz che ha una maggiore penetrazione rispetto ai tradizionali 2450 MHz della radioterapia e sono stati particolarmente curati il controllo della potenza dell'energia elettromagnetica erogata e l'indicazione della qualità dell'adattamento fra la macchina e il paziente.

venerdì 27 febbraio 2009

Sport e sesso, ora fa bene ?

Sport e sessualità sono compatibili? Il sesso può migliorare le prestazioni sportive o, viceversa, le danneggia? E lo sport, quanto incide sulle performances sotto le lenzuola? Si tratta di un annoso problema: il sesso coniugato allo sport continua ad attrarre l’attenzione della gente, sia quella che di sport vive, sia quella che di sport si limita a parlare, leggere o guardare. Ma come stanno realmente le cose? In questo specifico campo le ricerche si sprecano e sembra proprio che uno dei tabù più radicati, quello che vuole sport e sesso in antitesi, sia destinato a crollare definitivamente. Lo conferma il noto studio statunitense, pubblicato sulla rivista Urology, e condotto dall'urologo Drogo K.Montagne, responsabile del Center for Sexual Function alla Cleveland Clinic Foundation.
SEMPRE IN MOVIMENTO - Montagne ha dimostrato che l'esercizio fisico è una barriera contro l'impotenza per la stessa ragione per la quale previene attacchi di cuore: tre chilometri di camminata al giorno possono bastare per tenersi al riparo da qualsiasi problema erettile. Motivo? Semplice: l'esercizio aerobico contrasta la comparsa di malattie dei vasi, inclusa la formazione di placche lipidiche a livello delle arterie, occlusioni che impediscono al flusso sanguigno di irrorare a sufficienza il pene. Non siete ancora convinti? Ecco allora arrivare fresca fresca la ricerca, questa volta austriaca, presentata a Vienna a fine giugno dall’urologo Christian Kratzik. Se si bruciano almeno 4.000 chilocalorie la settimana si riducono i rischi di impotenza dell'83%. L’indagine è stata condotta su un campione di 674 uomini, di età compresa tra i 45 e i 60 anni, sottoposti ad analisi urologiche e ormonali e interrogati sulle loro attività sessuali e sportive. Gli sport più indicati quelli che migliorano la funzionalità dell'apparato cardiocircolatorio e, di conseguenza, la resistenza: dunque, jogging, marcia veloce, ciclismo, nuoto. Si tratta di sport e attività motorie che si prolungano nel tempo, almeno per 30/40 minuti, praticati a ritmi moderati, ovvero quelli che permettono di parlare con un compagno.
IL SESSO FA BENE ALLO SPORT? - Sì, ma in questo caso, occorre fare delle distinzioni tra disciplina e disciplina e tra momenti e momenti. Secondo il sessuologo francese Jacques Waynberg, il sesso è sconsigliato agli atleti di sesso maschile prima della prestazione agonistica (almeno sei ore) solo per gli sport che richiedono una particolare concentrazione o uno sforzo breve ma violento, come scherma, tiro con l'arco, getto del peso, salto in alto e in lungo, corsa veloce. Motivo? Dopo un orgasmo si abbassano i livelli di testosterone, la capacità respiratoria e la capacità di contrarre i muscoli. Decisamente più fortunati invece, i giocatori di tennis, calcio, ping-pong, per i quali l'amplesso prima della prova potrebbe, addirittura, sortire un effetto positivamente rilassante.
IL PARERE DELLA SCIENZA - D’accordo, in linea di massima, con la tesi del collega francese, Willy Pasini, professore di psichiatria alla Facoltà di Medicina di Milano e all’Università di Ginevra. Ma preferisce evitare le generalizzazioni e mettere al centro della discussione l’individuo, precisando che per alcuni atleti particolarmente apprensivi, indipendentemente dalla disciplina praticata, l'effetto rilassante e ansiolitico ottenuto dopo un rapporto sessuale é più importante, ai fini della prestazione sportiva, dello spreco energetico. Ma non è tutto. Per Pasini, gli effetti del rapporto sessuale sulla donna sono molto differenti da quelli sull'uomo. E la conferma di questa affermazione viene data da un interessante studio condotto dall'israeliano Alexander Olshanietzky che ha dimostrato come l'orgasmo femminile è, in sostanza, un doping autorizzato. Ovvero si traduce, quantomeno nell'atletica e precisamente nella velocità, in migliori performances, grazie all'aumento della concentrazione di testosterone che le donne hanno dopo un rapporto sessuale.
ATTO SESSUALE E DISPENDIO ENERGETICO - Sono ancora molti gli allenatori e preparatori atletici convinti che il rapporto sessuale comporti un eccessivo dispendio energetico e che, di conseguenza, sia contrario ad una performance sportiva ottimale, qualsiasi sia la disciplina praticata. Se è vero che l'atto sessuale è un atto atletico a tutti gli effetti, dal momento che nei 13 minuti e 50 secondi - la durata dell'amplesso medio secondo uno studio europeo - il ritmo respiratorio sale progressivamente da 14 a 40 volte al minuto, la frequenza cardiaca raggiunge le 180 pulsazioni e la pressione sanguigna supera le 200 di massima, è altrettanto vero che l'impegno fisico non è assolutamente intenso, comportando una spesa energetica contenuta tra le 150 e le 300 calorie. In pratica, quanto si consumerebbe a salire di corsa tre piani di scale. Insomma, con una buona dormita, il fisico di qualsiasi atleta, maschio o femmina, è in grado di compensare ben altro. Fare l'amore, dunque, la sera prima delle competizioni non pregiudica assolutamente le prestazioni fisiche degli atleti.

articolo di Mabel Bocchi del 4 agosto 2008

mercoledì 18 febbraio 2009

Noi ci dopiamo... e voi ?

La musica come il doping, qualcosa da vietare perché altera le prestazioni e aumenta il rendimento. I Rolling Stones come gli steroidi anabolizzanti. Mentre perde la partita contro le droghe vere, vede cancellare medaglie olimpiche e incorona re dei fuoricampo nel baseball un uomo gonfio di sostanze proibite, lo sport americano sembra voler parlar d'altro. E prende di mira il più antico degli aiuti psicologici: dai tamburi africani fino ai Sufi, dall'induzione di stati di trance e resistenza fisica in cui si può ballare per ore ed ore all'induzione di analgesia, per cui i partecipanti al rituale possono camminare sul fuoco senza sentire dolore, la musica ha avuto un ruolo fondamentale nella vita degli uomini. Ma ora si cambia. Niente più iPod nelle orecchie dei corridori. Ieri il New York Times lo annunciava con un lungo articolo in prima pagina.

Alla vigilia della più famosa maratona del mondo, quella che parte dal ponte di Verrazzano e si conclude a Central Park, la federazione americana di atletica, la Usa Track and Field, ha messo al bando l'uso di auricolari e riproduttori di musica portatile nelle competizioni ufficiali. Le nuove regole sono state prima giustificate con motivi di sicurezza, ma poi si è chiarito che il divieto è figlio della volontà di non dare "un vantaggio competitivo" a chi corre con la musica nelle orecchie. Certo, studi seri sostengono che esiste una relazione tra il suono ascoltato e le prestazioni e che la musica riduce la percezione dello sforzo e, aiutando il rilassamento, riduce il consumo di calorie. Ci sono perfino teorie più avanzate e i triatleti selezionano compilation di canzoni in cui le battute al minuto sono identiche ai passi della corsa, per creare un'identificazione perfetta di ritmo.

Alcuni scienziati teorizzano che ci sia un collegamento tra musica e movimento, e per dimostrare che evolvono insieme, all'università canadese di McMaster, ne hanno provato gli effetti sui neonati, scoprendo nei bambini di sette mesi dei legami multisensoriali tra il sistema dell'udito e la parte motoria. Il direttore dell'Institute for Music and Brain Science di Harvard, Mark Tramo, era un musicista rock professionista prima di fare medicina e si convinse del legame tra musica e risultati quando vinse i 100 metri al liceo ripetendosi nella testa "Brown Sugar" dei Rolling Stones.

Così si è deciso di vietarli. Ma ora i lettori Mp3 sono sempre più piccoli e invisibili, possono essere facilmente celati sotto una maglietta, in un reggiseno o nel bordo dei pantaloncini, e le cuffie nascoste da cappellini e fasce per il sudore. Così il bando sarà difficile da applicare: a New York sarà praticamente impossibile, alla maratona della Grande Mela partecipano 38mila persone.

Apparentemente più severi sono stati domenica scorsa alla maratona del corpo dei Marines, gli ufficiali avevano promesso di squalificare chi fosse stato trovato con gli auricolari ma la minaccia è stata inutile e decine di corridori sono arrivati al traguardo accompagnati dalla musica. L'unica volta in cui fino ad oggi il divieto è stato fatto rispettare scrupolosamente è alla "Maratona della Nonna" che si corre a Duluth in Minnesota: ai 7,000 partecipanti sono stati ritirati gli iPod, che poi l'organizzazione ha spedito a casa il giorno dopo. In trenta hanno cercato di fare i furbi ma sono stati intercettati e squalificati.

L'organizzatore, Scott Keenan, deve aver preso la cosa un po' troppo sul serio se è arrivato a dichiarare al New York Times di essere riuscito "a dimostrare che è possibile far rispettare il divieto: gli altri che non ci riescono si dovrebbero vergognare". Mary Whittenberg, che dirige invece l'organizzazione di New York, spiega che lei questa volta non riuscirà a far rispettare il divieto anche se per il futuro cercherà di organizzarsi, ma poi ammette: "Io per superare i momenti più duri ho bisogno degli U2 nelle orecchie".

Linus, il più famoso dj italiano, è arrivato a Manhattan da poche ore, correrà la maratona, la sua passione per la corsa è ormai proverbiale. Appena vede il New York Times non si trattiene: "Ma la Federazione americana non ha niente di meglio a cui pensare? Non ho mai visto incidenti causati da chi ha le cuffiette, e se anche può essere considerato un aiuto psicologico non è certo in grado di fare la differenza. Basta farci caso, chi ha gli auricolari è chi sta sopra le tre ore". Linus domenica non avrà l'iPod: "Mi piace correre in compagnia e se forse vogliamo trovare un aspetto positivo in questo divieto è proprio questo: isolarsi è contro lo spirito etico delle grandi maratone, sono imprese da condividere. Io ascolto musica quando mi alleno da solo, mi fa dimenticare la fatica e i dolori. Ascolto il rock, anche se non è il mio genere preferito. Ma non ci sono dubbi: la corsa è rock".

I corridori di razza, l'élite della categoria, e i puristi disdegnano la musica in gara perché dicono che devono concentrarsi sui movimenti e le armonie del loro corpo e sentire gli altri corridori. Preferiscono il suono della folla e il rumore del proprio respiro. Tucker Andersen, che partecipa alla maratona di New York dal 1976, deride i fanatici della musica come strumento per la concentrazione e sostiene che chi ha la musica nelle orecchie non rispetta gli altri e taglia la strada, ma poi non si accorge di contraddirsi: "Mi ricordo la mia prima volta, ero nel Bronx, verso la fine, non ero sicuro se ce l'avrei fatta, poi un ragazzino ha messo sul davanzale della sua finestra uno stereo che sparava la colonna sonora di Rocky a tutto volume. Se avessi avuto l'iPod non me ne sarei mai accorto... ".

Chi però è abituato ad usare la musica per darsi la carica, per resistere alla fatica, ora si sente smarrito di fronte alle nuove regole, alcuni sostengono che sarebbe come obbligare tutti a correre scalzi. Ma anche prima della nascita del walkman, del cd portatile e dell'iPod, la musica veniva considerata uno strumento per migliorare le prestazioni, non solo degli atleti ma anche dei chirurghi e perfino delle mucche, che la leggenda vuole siano in grado di fare più latte se si diffondono brani di classica nelle loro stalle.

Nelle sale operatorie la musica è una costante, e solitamente il dj è l'anestesista. L'idea è che la musica in sala operatoria diminuisca le ansie, aiuti la concentrazione e il ritmo dei movimenti, ma quando ci sono complicazioni di solito si sceglie di spegnerla. Camillo Ricordi porta un cognome importante, anzi fondamentale, nella storia della musica italiana: è discendente diretto di quel Giovanni che duecento anni fa "inventò" l'Opera italiana e suo padre Nanni è uno dei discografici che ha segnato la nascita della nostra musica leggera. Ma nella sua vita ha scelto la professione medica, con un successo notevole.

Lo troviamo in Florida dove dirige il centro di trapianti cellulari dell'Università di Miami: "Per me è fondamentale ascoltare musica mentre opero, serve a rilassare le tensioni, i miei preferiti sono Giuseppe Verdi, Billy Joel, i Pink Floyd e Bruce Springsteeen, ma ogni occasione ha la sua colonna sonora: per fare un trapianto o un'operazione di microchirurgia ci vuole qualcosa di molto leggero, non ci possono essere attacchi di batteria o tromboni a far sobbalzare chi tiene i ferri. In altri casi, se è necessario tenere alta l'attenzione e l'adrenalina allora trovo perfetta la musica sinfonica".

Anche Ricordi è convinto che il suono nelle orecchie garantisca migliori prestazioni: "Aiuta a tenere il ritmo, ma non solo, molti studi dimostrano che la musica ha effetti terapeutici, e recenti ricerche ci raccontano come aiuti lo sviluppo del cervello dei feti quando la madre ascolta musica sinfonica. Può avere effetti portentosi, ma non è doping, questo no: è invece qualcosa che migliora la nostra vita". Addirittura è stato scoperto un "Effetto Mozart": secondo uno studio del dipartimento di fisica dell'Università californiana di Irvine, l'ascolto della sonata K.448 migliora significativamente la capacità di ragionare e aumenta il metabolismo cerebrale in alcune zone del cervello importanti per le funzioni cognitive.

Certamente non sapeva tutto questo, ma Archie Moore, pugile degli anni Cinquanta e campione del mondo dei massimi, si allenava chiedendo al sassofonista Lucky Thompson di suonare a bordo ring. Ascoltare il jazz, diceva, mi aiuta a prepararmi al meglio e ad essere il più forte. Possiamo credergli visto che ancora oggi, mezzo secolo dopo, detiene il record degli avversari messi al tappeto: centoquarantacinque.

articolo di Mario Calabresi del 2 novembre 2007
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