...e quando il nostro alito sarà tutt'uno con l'aria che ci circonda, non conterà più nulla aver paura di non potercela fare perchè in quel preciso istante di consapevolezza sapremo di essere vivi.

Coach Simon

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato. Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero.

mercoledì 25 febbraio 2009

Come Anita è arrivata a correre la prima maratona(terza ed ultima parte)

Cominciò così settembre 2007,dopo la bellissima vacanza a Marsa Alam in Egitto,il nostro percorso di avvicinamento alla maratona di Treviso.Non avevamo ancora stilato nessuna tabella ma si correva 3 volte la settimana.Una coppia di amici Luisa e Giulio venuta a sapere dell'intenzione di partecipare ad una maratona, si aggregarono a noi per gli allenamenti e con grande entusiasmo si correva assieme, loro pero' inaspettatamente decidono di partecipare alla Venice Marathon cosicchè inserimmo fuori tempo massimo(con soli 55 giorni a disposizione) ripetute lunghe sui 1000 mt. e tre lunghi 25 km. 27 km. e 30 km a 15 giorni dalla maratona,non si poteva fare altrimenti considerato gli impegni di lavoro bisognava fare di necessità virtu',e così senza saperlo il metodo Katzen era intrinseco nel DNA. Anita non doveva partecipare a Venezia, ma ad una settimana dal via un amica le regala un pettorale, a tutti i costi il destino voleva farla partecipe di una corsa. Decidemmo che questa corsa fosse il test per Treviso(non aveva ne la testa ne le gambe per arrivare alla fine) il 30°km era il suo traguardo e così fu h' 3:10:00 a parco S.Giuliano,eravamo felici molto felici del risultato. Luisa e Giulio tagliarono il traguardo a Venezia assieme mano nella mano in h' 4:05:00 la loro prima maratona ma rimasero doloranti alle gambe per piu' di 2 giorni (vedi scarsa preparazione) non corsero piu' per un bel po'. Noi continuavamo per la nostra strada, e complice un inverno mite ci si è allenati bene per tutto il periodo. Arrivò il giorno della maratona,giornata bellissima non c'era una nuvola in cielo,la temperatura al sole piacevolissima,ma all'ombra fredda.Dopo gli ultimi saluti Anita sale sul pulman che la condurrà da Treviso a Vittorio Veneto, e quì cominciano i primi disguidi organizzativi:il pulman viene bloccato dalla protezione civile 1 km dalla linea di partenza, gli atleti si son rinfrescati le idee camminando fino ad un garages seminterrato freddissimo da KO. Al quel punto tutti anche i piu' esperti si interrogavano su che indumenti indossare per correre. Nel frattempo io ero all'arrivo e mi accingevo a raggiungere un posto comodo, sento un resposabile dell'organizzazione che dice ad un incaricato della protezione civile di chiamare via radio un suo superiore perche hanno bloccato l'auto dello starter a 1 km dalla partenza di Vittorio Veneto e di lasciarlo passare perche se no non parte la maratona.Morale della storia...1° quella notte c'era stato il cambio dell'ora, si è dormito un'ora in meno - 2° di conseguenza bisogni fisiologici falsati - 3° macchina organizzativa che ha messo in difficoltà gli atleti che partivano da Vittorio Veneto compreso colui che nonostante si fosse identificato come lo starter non veniva lasciato passare - 4° percorso non blindato in qualche frangente - 5°inesperienza di Anita che sommato a tutto il resto la portata ad un ritiro beffardo al 33° km ,si è piegata in due dai crampi al ventre, non essendoci in quel punto wc,uno del servizio chiama via radio una ambulanza che la trasporta alla prima casa dove gentilmente è stata accolta da una famiglia che ha messo a disposizione il loro bagno (encomiabili) oramai la corsa era compromessa. Io nel frattempo aspettavo con trepidazione all'arrivo all'oscuro di quanto fosse accaduto 9 km prima, mi godo gli atleti che si prendono la loro gloria,sfilano le 4 ore bene mi dico da adesso in poi sono allerta...ma invece 4:30 niente, ma va bene lo stesso basta tagliare il traguardo...5 ore mi preoccupo. Mi chiamano sul palco da lì intuisco che è andata così...era delusa mi chiede scusa...ma scusa di cosa amore tu stai bene ? Mi rassicura di sì,le gambe giravano che era una meraviglia l'ha fermata qualcos'altro di imponderabile io penso ai carboidrati in gel...ma no,li avevamo testati in allenamento piu' volte...ho preso freddo alla pancia e via a raccontarmi tutto il resto, la bacio e abbraccio.In macchina ritornando verso Padova parliamo molto,ci diciamo che sarà un'esperienza che ci servirà sicuramente,e allunisono diciamo Maratona di Sant'antonio. La domenica sera alle h'20:00 Anita era già iscritta,non voleva buttare al vento una preparazione che le era costata impegno e sudore. Programmiamo quella manciata di giorni che mancano con uno scarico progressivo per tenere la forma che era perfetta,sapevamo di dover affrontare anche il caldo di fine aprile.IL DESTINO SI GIOCA IN CASA: tutto da programma,accompagno alla stazione Anita dove c'è uno dei ritrovi per i pulman che portano a Vedelago, la imbarco e via verso casa della sorella Roberta,dove mi aspetta il nipotino Tommaso 12 anni, che vuole fare il tifo per la zia Anita. Raggiungiamo per vie alternative Camposampiero dove passano i podisti, mezza maratona,alchè quì è un giubilo di gente assiepata dietro le transenne,musica a palla dal palchetto allestito per l'occasione, prendiamo posto aspettando l'arrivo degli atleti passano i cicloni c'è anche Zanardi ex formula uno poi passano i podisti, Tommaso non smette mai di incitare di dare il cinque a tutti quelli che puo' era una gioia vederlo emozionato come non lo avevo mai visto.Arriva anche Anita eccola ( 2:10:39) non sapeva che saremmo stati lì,batte il cinque a Tommaso e va...

Ci spostiamo verso Padova ma la sosta a S.Giorgio delle Pertiche è tardiva e non la vediamo, così decidiamo con Tommaso di andare quasi alle porte della citta, loc. Pontevigodarzere; manca davvero poco per noi, ma per chi corre il caldo a quell'ora, mezzogiorno poco piu', ogni metro si deve conquistare con i denti, Tommaso ed io ci rincuoriamo a vicenda non vedendola,il nostro sguardo è fisso verso il fondo della curva dopo il ponte sperando di scorgerla da un momento all'altro,ma niente,ipotizziamo teorie fantastiche del tipo magari è già passata...guardo l'orologio e comincio a fare due conti,il caldo è notevole anche per noi ,cerchiamo un pò d'ombra...desistiamo e ci incamminiamo verso la macchina per poi raggiungere il Prato della Valle dove c'è l'arrivo,un ultimo sguardo volto verso la fine del ponte ci fa urlare Anitaaa...le corriamo incontro...cammina...passeggia...ci vede e si mette quasi a piangere la fatica le fa dire cose del tipo'' MAI PIU' MARATONE'' è demoralizzata,ma il nipotino ed io la carichiamo a pallettoni Tommaso la abbraccia'' DAI ZIA CE LA FAI'' riparte piano ''CI VEDIAMO IN PRATO''.
L'ATTIMO PIU' BELLO: all'arrivo nonostante l'ora c'è la festa vera,accompagnati dall'incitamento dell'instancabile speaker e la musica passano quelli delle 4 ore, 4:15, 4:30.Ci sono anche mamma e papa' di Anita che aspettano il suo arrivo,ero sulle spine, sul ponte non era stato facile per lei, ripensavo a Treviso ed al caldo di oggi...invece la vediamo arrivare con la bottiglietta dell'acqua stretta nella mano destra leggermete alzata come voler dire mi ha salvata...sorridente taglia il traguardo in h' 4:53:38 (real 4:51:39).
LA PIU' GRANDE SODDISFAZIONE: la aspettiamo, dopo la consegna del cip ci raggiunge saluta tutti i suoi cari che le erano venuti a far festa,si avvicina a me si toglie la medaglia e me la mette al collo'' QUESTA E' ANCHE TUA AMORE''. Allora le ricordo la frase che ha pronunciato a Pontevigodarzere ''MAI PIU' MARATONE!!! ''e lei facendo il verso pettegolo dice ''MA QUALE FRASE'' ????



5 commenti:

Gianluca Rigon ha detto...

Questa è la Maratona ! La maledisci per 42 Km e dopo non vedi l'ora di ri-sfidarla !

GIAN CARLO ha detto...

e oltre a quello che dice Goanluca Padova ha pure uno dei finali + belli.
Una volta l'ho maledetta anche io.
Ero in forma eccezionale e son crollato al 38esimo per il caldo in proiezione 3h e 03 che sarebbe stato alora il mio pb.... poi ho camminato per un 3h e 17.
Invece un'altra volta era sempre caldo, ma la presi morbida e chiusi in 3h e 14 con buon finale.

runners per caso ha detto...

..e io mi sono messa a piangere ..brava Anita che belle emozioni riuscite a trasmettere molto bello davvero! ...

Francorre ha detto...

L'arrivo nella piazza più grande d'Europa (dicono i padovani) è bello. Certo il caldo può essere un avversario insidioso.
Bello il resoconto delle vostre prime peripezie maratonesche.

insane ha detto...

Bellissimo racconto!
Ci sta le prime volte di dover soffrire un pò. Tutta esperienza che ti torna utile..
Brava a non mollare e controllare la delusione post-Treviso.

Sotto con la prossima..:D

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Bersaglio centrato PB 01:54:48